Sovente si sente parlare, o si legge, di giovani oberati. Di giovani che, terminata la loro quotidiana presenza a scuola, spendono molto del loro tempo libero occupandolo in attività extra. Di (...)
E’ evidente che della pedagogia della differenziazione (PdD) vi sono molteplici realizzazioni. Tante quante sono i suoi fautori. In queste righe non intendo farne una rassegna e (...)
Gli argomenti liberali alla moda non risparmiano la sfera dell’educazione. Voci si levano, i modo particolare dagli ambienti legati all’economia, per affermare che una più grande libertà e una (...)
Sulla scia di numerosi paesi europei, la Comunità Belga Francese si è impegnata in una profonda revisione dei programmi a tutti i livelli dell’insegnamento obbligatorio. L’obiettivo sbandierato è di (...)
Che la pedagogia della differenziazione (PdD) convoli a nozze con le politiche neo-liberiste, con l’ottimizzazione e la razionalizzazione delle risorse, l’abbiamo visto nel mio precedente articolo (...)
Considererò qui in successione tre questioni. Nella prima parte mi propongo di approfondire e di caratterizzare la natura delle trasformazioni economiche che si nascondono dietro l’eufemismo (...)
Capire le mutazioni della scuola, significa dapprima capire come i bisogni educativi delle società capitalistiche evolvono con lo sviluppo delle forze produttive (tecnologie e saperi) e i (...)
Dalla fine degli anni ’80, i sistemi educativi dei paesi industrializzati sono stati sottomessi a critiche ed a riforme senza fine: decentralizzazione, deregolamentazione, crescente autonomia dei (...)
Quando si sente parlare di bambini stranieri nella nostra scuola spesso se ne parla come se rappresentassero un problema, o una ricchezza per i “nostri” bambini. Un problema, in quanto il ritmo e (...)